lunedì 29 ottobre 2007

TecnoSciura*

Sei in fila alla cassa dell'IPER, al nuovissimo Centro Commerciale Belforte.

Fa un caldo maledetto. Visti i primissimi freddi questi hanno accesso gli scaldini a paletta, per permettere ai loro addetti di lavorare in polo, dimenticandosi che la gente entra nel centro commerciale in piumino. E suda.

Io sudo. E sbuffo. E sto diventando ancora più insofferente del solito.

Ma questa è un'altra storia, anzi in effetti non c'entra un tubo, e comunque ne avevo già parlato.

Comunque sono in coda, e sento alle mie spalle una voce di donna che dice:

"Hai riavviato il router ?"

Mi giro al volo, primo perché la voce è di donna (che, passatemelo, fa strano visto che quantomeno statisticamente le donne tecnologiche non sono molte, e non c'è nulla di male in questo) , e secondo perché la voce è di Donna, al primo ascolto di una certa età, e non certo di una ragazzina.
Mi giro anche perché delle volte è buffo ascoltare i problemi tecnologici degli altri (e sforzarsi per non intervenire quando sparano Enormi Cazzate, ma anche questa è un'altra storia sulla quale un giorno mi cimenterò..), e quindi lo faccio con quel sorrisino lì, di quello che sa, di quello che si diverte, ed in ultima analisi di quello pronto a ridere delle tecnovaccate che ascolterà.

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Trovo una bella signora, di quell'età indefinibile che è sopra i 60 ma non ancora 70. Vestita come dovrebbe essere, capello canuto, corto e ben tenuto che invece mi prorompe in un:

"Il led della linea è andato su? Come cosa vuol dire ? È quello con scritto ADSL. È verde. Prima lampeggia e poi rimane fisso"

Soccia, penso io, questa qui non mi è mica sprovveduta, anzi.

"Ok, ora guarda il led (LA LUCINA!!) con scritto TX. Lampeggia?"

Cazzo, ne sa a pacchi. Sono intimorito.
Ma lei continua.

"Non lampeggia ? Allora c'è la portante ma c'è qualche problema di autenticazione in centrale"

MECOJONI !!!

"Quindi se non ha cambiato le impostazioni e la login (e se non lo hai resettato duro)..."

HA DETTO "DURO". Resettato "duro" !!! Miii è troppo da chi ne sa un bel po' !!!

"... devi chiamare il numero dell'assistenza e farti aprire un guasto. Sì.. digli che il router si allinea ma non si autentica... sì, digli così. Bon, fammi sapere eh. Ciao"

Chiude il cellulare e lo ripone nella borsetta (anch'essa molto da Sciura*).

Io la guardo sbalordito. Anzi la fisso. Forse un po' troppo. E forse devo avere una bella faccia da ebete perché lei se ne accorge e mi fa lo sguardo " 'zzo vuoi ?" che mi costringe a fingere di guardare ovunque tranne che lì.
Ma è il mio turno alla cassa. Pago e me ne vo.
Ma prima di dileguarmi non ce la faccio, e la fisso pericolosamente ancora per un po'.

Minkia, avrei un sacco di domande da farle !!!
Ho la curiosità che è salita alle stelle, ha toccato l'apice e continua a fare DING, come quei giochi con i martellone che si vedono nei Luna Park di Happy Days.

Chi era ? Un ingeniere in pensione ? Un premio Nobel en travesti ?
E a chi parlava ? Altro anziano che si sta lanciando nella tecnologia ? O al figlio ? Al nipote ??

Cazzo che scimmia. Io la devo ribeccare. Io devo sapere. DEVO...

P.S.
Ma nel manifesto che ho messo come foto, che ho trovato in google digitando "tecnologia anziani" non pare che il vecchietto faccia la linguetta libidinosa tipo il miglior Fantozzi mentre mi smanaccia la tipa ? O sono malato io ??


*Sciura: in dialetto Lombardo sta per Signora

La Barzelletta Che Fa Ridere Solo Me (43)

Per 10 anni ho dovuto sopportare le mie zie che ai matrimoni di fratelli e cugini, si avvicinavano con un sorrisetto e dandomi una pacca sulla spalla, mi dicevano:

"Allora, sarai tu il prossimo?"

Poi ho iniziato a fare lo stesso ai loro funerali.
Ed hanno smesso.

giovedì 25 ottobre 2007

Consuma un'arancia al giorno

Quando posso, faccio colazione in Autogrill.

Un po' perché è comodo, con tutta quella cortesia, la disponibilità e l'innegabile ampio parcheggio. Un po' perché c'è il menù cappuccino che preso con il succo ACE è innegabilmente conveniente.
E un po' pure perché hanno il Pain au Chocolat, il trionfo della briosc surgelata su ogni genere di freschezza.

Da tempo loro spingono sulla spremuta, e hanno quella macchina lì che butti tutto dentro senza sbucciare e "hop", da una parte esce il succo e dall'altra le arance spolpate.
Figata :)

Ma stamattina c'era un cartello appeso al soffitto, con una campagna in collaborazione nientemeno con il Ministero della Salute:

Consuma un'arancia al giorno

e a seguire tutto un elenco di innegabili proprietà del rigonfio di vitamina C frutto.

Dopo le mele, che sappiamo tutti levarci dai maroni medici e affini, anche le arance spaccano come non si può.
Sorrido, e tanto ordino l'ACE che la spremuta a me mi si piazza sullo stomaco e mi fa fare quei rutti l', quelli con il ritorno, acidi acidi che rischi di spruzzare qualcheduno ottenendo un simpatico effetto alla sangue di Alien.

Gusto il tutto e poi mi fermo a pensare al verbo "Consuma".
Non mi piace, mi suona strano.

Il Garzanti mi dice che "consumare" è, prima di tutto "far scemare o logorare con l'uso; esaurire, terminare". E mi immagino uno che prende un'arancia e la consuma, la rovina, la strascica per terra, ci da dentro con una lima bastarda, la brucicchia con l'accendino, ci salta sopra, la tira contro un muro e alla fine prende il cadavere consumato e liso e lo seppellisce.

Quella parola proprio non mi piace.
Certo, pure "Mangia un'arancia al giorno", boh.. non era un granché.

Ma allora perché non usare un linguaggio un po' più gggiovane (ma nemmanco tanto) e prorompere in un bel

Fatti un'arancia al giorno

Dai "fatti" è meglio. Vuol dire tutto e niente.
Va dal mangia, al bevi a "infilatela nel culo".
Ci sta.

mercoledì 24 ottobre 2007

Piccoli Gattini Crescono



Ed eccoli, sempre più cresciuti, il Gattino Ender (quello bianco e rosso) ed il Gattino Puck (beh... quell'altro no?)

Le due gioie del papà :)

La danza dei numeri

Succede spesso che l'azienda per cui lavori, e che ti ha appioppato un teRRiBBile Cellulare Aziendale, cambi tutti i numeri in un colpo solo.

Magari c'è una bella offerta per le reti aziendali di uno degli operatori, una di quelle alle quali non si può rifiutare, magari anche un po' stracciamutande, ed ecco arrivare una bella pletora di numeretti (di solito) sequenziali.

Siccome sappiamo bene che nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma come ci ha insegnato il buon Lavoisier, ma anche e soprattuto che non si butta via niente, dette compagnie sono use riciclare i numeri (che sono per definizione finiti, o almeno credo) per tutti i secoli dei secoli, ad libitum e amen.

Eccomi quindi proprietario di un nuovo numero, e fin qui tutto bene, mi si dirà.

Ma come tutti i telefoni aziendali è ERESIA, quantomeno per il sottoscritto, tenerli accessi fuori dall'orario di lavoro. Si spegne subito quando si è deciso che il tempo da immolare alla professione che in fin della fiera ha l'unico scopo di pagarci il tempo libero è bello che esaurito. E senza troppi rimorsi.

E anche fin qui tutto bene.

Così facendo però si tiene scollegato l'apparecchio durante il periodo normalmente dedicato dai più alla vita sociale, allo scambio di messaggi e alle comunicazioni più disparate.

Ecco, sono tre settimane che ricevo i più disparati SMS e messaggi lasciati in segreteria telefonica; che sono una bella palla.

Il tizio (o i tizi) che ha posseduto prima del sottoscritto tale numero doveva essere uno con una gran vita privata, di quelle articolate ed anche un po' rocambolesche.

Vado alla spiega:

Segreteria dell'altra mattina
Salve, sono il direttore della banca. La sto cercando da settimane per chiudere quella cosa. Si faccia trovare !
Uhmamma che brutto quando ti cerca un direttore di banca.... di solito sono sempre granCazzi.

Ancora la segeretria
Buongiorno sono l'avvocato Filini. Le ricordo il nostro appuntamento, veda di non mancare.
Marò... pure l'avvocato. Se non sono razzi amarissimi questi...

SMS
Ciao sono Corinne, la mamma di Eric. La partita di Basket è fissata per lunedì prossimo alle 15.
Dunque dunque... O è un messaggio in codice da una qualche amante, oppure il tizio in questione mi ha pure figliato. E il figlio gioca a basket. Buono.

Segreteria
Pronto ? Pronto ???!?! Ma non risponde mai a questo numero ?? Allora ?? Mavaff...
Dunque, facendo delle congetture azzardatissime questo tizio è nei guai con la banca, con la legge, e quest'ultimo qui come minimo è uno a cui deve dei soldi.

La storia si sta facendo sempre più affascinante.

Se non che l'altra mattina arrivano a raffica un quattro SMS, scritti probabilmente nella notte.
1. Ma lo sai che hai degli occhi stupendi ? :*
2. Dai rispondimi, non farmi stare in attesa così.
3. Ti sto pensando. Sei troppo fantastica !!
4. Allora dai... rispondi.. non fare la bidonara :(
Dunque. Questo caso lo isolerei. Questo è il classico caso della tipa che da un numero di cellulare finto ad un tipo insistente.

Al quinto SMS, con una cosa del tipo "Dai chiamami", ho dovuto rispondere.

"Hai sbagliato numero. Sono un uomo, 1 metro e 85 per 100 e passa Kg. E sono incazzato come un calabrone."

Nessuno rispose....

martedì 23 ottobre 2007

Ma sarò scemo io o....


Oppure questa immagine con il piffero che la si può vedere girare pure in senso orario come dice questo qui ?

lunedì 22 ottobre 2007

La Sindrome del Pilota d'Aereo

Marò che periodo... Professionalmente parlando quantomeno.

Sono rimasto solo a gestire tutto l'EDP di un'azienda che sta cercando di superare una pesante crisi, e prima eravamo praticamente in 5.

É tutto un telefono che esplode, email che esplode, richieste a raffica , e quant'altro. Richieste che vanno dalle spelare un cavo fino a scrivere un programma urgentissimo per la trasmissione dei dati all'Agenzia delle Entrate. Passo quindi dallo stare sotto alle scrivanie, a spostare mobili e a dialogare con il Ministero in uno schiocco di dita.

E mi sento sotto pressione mica da ridere.

Giusto qualche tempo fa mi avevano girato questo articolo, che sostiene che in generale chi fa il mio lavoro subisce lo stesso quantitativo di stress che torchia un pilota d'aereo.

Ai tempi lo avevo bollato con un "mavacagher" roboante, ma soccia.. mi devo ricredere.. e di bella !

Ne cito un passo:
La causa principale di questo stato, secondo un professore di psicologia dell'Università del Michigan, è da ricercarsi nell'accumulo di più responsabilità in una persona sola e nel fatto che, se il sistema It perde affidabilità, a rimetterci è l'azienda nel suo intero. In una condizione che non ha soluzione di continuità e perdura per 24 ore nell'arco dei sette giorni. Fatte le debite proporzioni, il Cio si sente come il pilota di un aereo, con nelle proprie mani il destino altrui.
Ed anche:
praticamente tutti i Cio sentiti hanno rivelato di ricevere domande e richieste di intervento dalle più disparate fonti, anche in relazione a problemi ritenuti banali
In pratica questo avvalora quella famosa tesi per la quale tutti i "tecnici" all'interno di un'azienda hanno un atteggiamento acido, strafottente e perennemente incazzosetto.

Ci credo (ed in molti mi capiranno): per tutti quelli che telefonano il fatto che la mail abbia fatto "pling plong" invece di "pling pling" è un fatto urgentissimo, che va risolto subito !!!!

Ed è inutile spiegare loro come mai la risposta sembra arrivare direttamente da un cane idrofobo e molto, MOLTO incazzato.

Avevo pensato di stampare quell'articolo ed affiggerlo in sala caffè, sperando in un po' di comprensione... Ma è tutto inutile.

Ci vuole solo un fucile a pompa. O un lanciafiamme...

La Barzelletta Che Fa Ridere Solo Me (42)

Al reparto alimentari si presenta un omino di Cinisello con faccia da pignolo e piantagrane, e chiede al commesso mezzo cocomero.

"Un momento solo signore, devo chiedere una cosa al responsabile".

Il commesso si avvia verso gli uffici direzionali senza accorgersi che il cliente lo segue.

Entra nell'ufficio del responsabile e prorompe:
"Direttore, c'è un cretino di la' che mi ha chiesto mezzo cocomero".
Cenni disperati del responsabile, che ha visto il cretino in questione.
Il commesso si gira e, senza fare una piega, dice:
"E poi ci sarebbe questo gentleman che sarebbe interessato a prendere l'altra metà".


Risolta la situazione, il responsabile e il commesso si ritrovano da soli nell'ufficio:
"Giovanotto", dice il direttore, "stava per combinare un bel disastro, ma non ho potuto fare a meno di ammirare il sangue freddo con cui ne è uscito fuori.
Vorrei sapere qualcosa di più sul suo conto. Come si chiama?".

"Mi chiamo Pasquale Quagliarulo, signore, e vengo da Napoli, città di grandi calciatori e grandi mignotte".

Il direttore: "Mia moglie è di Napoli......".

"Ah, si'? E in che ruolo gioca?".

(@ by VoitureCafe')

venerdì 19 ottobre 2007

Edicola

Da sempre ho un'attrazione morbosa per le edicole.
É una cosa che mi porto dietro fin da piccolo, quando ero già un avido lettore di fumetti.

Che bei ricordi con il Corrierino dei Piccoli, La Pimpa o il Giornalino. Quanti pomeriggi passati a leggere e a rileggere le storie.

Ma non solo ! In edicola c'erano tutti quegli affari lì che potevi costruire, o cose da montare e costruire. Addirittura ti regalavano i fiori da piantare e altre cose astruse.
Era, per me giovine pampino, una sorta di Paese dei Balocchi, una fiera delle fiere, un mondo ricco di nuovi giochi.

Casso ma chi si ricorda (e varda che bisogna avere un po' di annetti sulle spallucce eh) di quella rivista pseudo-ufologica che regalava una sorta di sacchettone nero di plastica leggerissima, delle dimensioni tipo di un mega sacco della spazzatura, che gonfiavi e poi scaldandosi con il sole volava tipo dirigibile ? (cit:marrone, senza elica e timone)
Siccome il materiale era fragilissimo si sventrava in fretta, e ricordo che avevo pure tentato di farlo con un sacco della nettezza, che avevo lasciato al sole tutto il pomeriggio, ma che proprio non ne voleva sapere di ergersi in volo.

E tutta una serie di cose così :)

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Negli anni questa morbosità da edicola ha raggiunto dei picchi che manco Messner.
Fumetti, riviste di tecnologia ma anche un sacco di Magazine vari, maschili o meno, facevano parte del mio paniere di acquisto settimanale.

Soccia, l'edicolante di quando abitavo in Viale Belforte mi aveva fatto il cesto per Natale !!! E mica uno di quelli spuzzi eh, con magari solo panettone e bottiglia di aceto zuccherato con aggiunta di idrolitina, proprio uno bello! Di quello con la busta di salmone affumicato, le uova di lompo e il burro Soresina.
Quando ho traslocato il pover'uomo era disperato. E ci credo, ai tempi del climax massimo di dipendenza da carta stampata gli lasciavo lì parecchie decine di biglietti da mille (lire) alla settimana.

Con il tempo mi sono dato una regolata. Ma la visita all'edicola riserva al sottoscritto ancora piacere sul filo dell'erotico, dell'onanistico.

E proprio l'altro giorno mi sono infilato "dietro", in quel posto dove una volta si tenevano i pornazzi (Ifix Tcen Tcen !) e quelle riviste lì assurde, magari annuali, dell'uncinetto ed altre cose che boh... di solito stan lì a prendere polvere o ad ingiallire sotto il sole. Per tutti i secoli dei secoli, amen.

Ma ora l'approccio è cambiato, i pornazzi sono sostituiti da DVD in bella mostra all'interno (che oramai siamo tutti emancipati) insieme a quelle assurde raccolte di coltelli d'epoca, pipe, soldatini di ghisa, merletti, lampadine, chiavi e preservativi, anche usati.

Questa ad esempio si chiama "Carp Magazine"!!!! e sì, parla di carpe. Oddio si dirà così in inglese (un po' come si dice serpent o "bisc"), ma il fatto è che è un'intera rivista mensile (sic) dedicata alla pesca delle carpe.

E quella dedicata ai mezzi da cantiere ? Co su tutte le foto di gru, muletti e quei macchinari strani guidati cmq da un uomo di cui non si capisce una ceppa ?

E quella interamente dedicata ai battiscopa ? Dalla scelta alla posa ?
Quella che ti dice tutto, ogni mese !, sul Dècoupage, ovvero l'arte di traferire le immagini su altri oggetti... tipo i trasferelli che c'erano sempre in edicola quando ero bambino.

Minkia, sono trasferelli !!! cosa avranno da dire tutti i mesi ???

Ma poi pensi "vabbè, se ci sono è perché qualcuno le compra".

Ma l'editoria non era in crisi ?

giovedì 18 ottobre 2007

Aiutate un giovine autore

É uscita la versione rieditata a nuovo del capolavoro annunciato di mio fratello, che si è lanciato in una nuova avventura: un'associazione culturale (XII) che è anche una casa editrice ed un gruppo di autori.

Un editore indipendente e no-profit che cerca di promuovere giovani scrittori, artigiani della parola.

Il suo libro è, come è da sempre nelle sue corde, di genere "horror" (poi mi dirà lui quale catalogazione preferisce :P) , visto che i suoi maestri sono da sempre King ("stiven ching") e Koontz e come per'altro dice lui stesso in questa intervista su False Percezioni.

Insomma, l'è ul mè fradel e a l'è tant brau, e il suo libro è in promozione a soli 8,33 euri!

(io ne ho comprate 3 copie)

AppuntiDigitali.it


Gonfio di orgoglio e malcelata vanagloria mi permetto di segnalare qui i miei post su AppuntiDigitali.it
(mi si perdoni)


Grazie per la cortese attenzione :)

mercoledì 17 ottobre 2007

La memoria dei pesci rossi

Si dice che i pesci rossi abbiano una memoria molto breve: riescono a conservare i ricordi per qualcosa come cinque secondi.

Per questo vivono bene anche in ambienti piccoli come gli acquari.

"Oh bello, guarda quante bolle d'aria!"
"Ma queste piante acquatiche sono di plastica?"
"E tutti quegli altri pesci rossi là? Devono essere appena arrivati..."

RESET

"Oh bello, guarda quante bolle d'aria!"

E così via....

Io da tempo uso la scusa della "memoria dei pesci rossi" quando non ricordo la maggior parte delle cose che mi si dicono, soprattutto dal punto di vista lavorativo.
Un numero da ricordare, una persona da richiamare, una mail da inviare, o un appunto in generale comunicatomi magari di fretta sulle scale, sparisce dalla mia memoria breve entro MASSIMO 10 secondi netti. E non torna più.

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Di questo problema di solito avviso amici e colleghi e dico sempre "sì ok, ma tanto non me lo ricordo, mandami dopo un appunto via email/sms/etc."

Ma fosse solo questo... in realtà non ho memoria in generale.
Del tipo che ricordo il testo di un sacco di canzoni, racconto aneddoti di cose capitatemi anni fa, cito a memoria i film indimenticabili, ma non ricordo quasi null'altro.. figuriamoci persone, visi, nomi incontrati anche (non troppo) fugacemente !

Non essere fisionomisti poi è un macello ! Non riconoscendo nessuno, ti sembra di riconoscere tutti !!! E mi capitano delle cose del tipo che magari uno mi fissa un po' mentre sono il fila alla cassa del supermercato e io dopo un po' gli faccio un cenno di saluto.. che non si sa mai... Se il tipo mi guarda sorpreso, giro la testa da un'altra parte e faccia finta di nulla.

Però uno se ne fa una ragione e bon. Non mi ricordo e bon. E se qualcuno mi dice "ma come non ti ricordi quell'estate nel 92 che ci ha presentati Don Semenza al concerto di Drupi ? ... che tu avevi la bandana in testa e giravi con quella strana moto.." ; io sono costretto a rispondere "no guarda mi dispiace ma non ti offendere.... la sai la storia della memoria dei pesci rossi ?".. e di solito me la cavo via così.

L'altra sera però me ne è successa una incredibile.

Esco dal Jappo di Varese e vedo un tipo che mi luma duro.
É fermo al passaggio pedonale; fisso; ritto; incuriosito.
Mi guarda arrivare, con quell'espressione del "ma io ti conosco"

Ora, c'è da fare un'altra premessa. Come ho già avuto modo di dire quelli come me grandi, grossi, rasati e con il pizzettone sono tutti uguali. E mi è capitato sovente di essere scambiato per qualcun'altro (con anche dei risvolti gustosi del tipo "mannò !! tu sei il bassista che ieri suonava alle Scimmie !! quello che poi è andato via con le due coriste di colore !!".. ecco quella volta lì ho risposto "sì ero io", ma di solito non lo sono mai.. ecco), quindi aspetto che il tizio parli per dire "no, non sono io. ti confondi con qualcuno che mi somiglia".

Ma questo persiste. Punta il dito e dice "Ma tu sei mica Luca Cassia che andava all'asilo a Bizzozzero ?"

Prica, sono io.

"Sì in effetti mi chiamo così e andavo in quell'asilo lì... ma perdonami.. tu chi sei ?"

Il tipo si rattrista: "Ma come non ti ricordi ? Sono Luigi. Eravamo inseparabili. Giocavamo sempre insieme e a carnevale ci siamo vestiti tutti e due da messicani con il sombrero. Non ti ricordi di Suor Evelina (che noi chiamavamo tutti Suor Charles Bronson per via dei suoi baffi) e di Suor Lisetta (Suor Groucho Marx, stesso motivo) e di quella gran rompiballe di Suor Savina (Suor Dalì, vedi sopra)?"

Io ovviamente non mi ricordo. Nulla.

Casso ma dei tempi dell'asilo ho solo dei vaghi flash. Cosa avevo ? 4, 5 anni ?
Ho una vaaaagggaaaa immagine del luogo, e delle persone che c'erano.
Come mentula si fa a ricordarsi ?

E poi, hai in mente di cosa uno è cambiato dai 4 anni ai 38 ???
Ero un bambino con tanti capelli biondi e ora sono un colosso sovrappeso senza capelli con la barba di Leonida dal film 300 (o quasi) !

Gli chiedo scusa, visto che non ricordo nessun Luigi.
Anzi, con una coda di paglia lunghissima gli dico che adesso che mi dice sì, mi pare di.. sì dai mi ricordo.

Ma 'sto cazzo, invece.

Alla fine ci siamo scambiati i cellulari, con la promessa di rivederci e di raccontarci gli ultimi 34 anni.

Ma io mi sento lo stesso una merda....

giovedì 11 ottobre 2007

uelcom Alessandro !!

Ieri sera mamma Elisa ha dato alla luce Alessandro !!

Aguri a Elisa (mandala il suo nick) , Mauro e al nuovo arrivato !!

Certo che è un periodo prolifico eh :D

Ovviamente ora partono tutte quelle cose del tipo "se noi avremo una femmina li facciamo sposare" e tutte quelle cose lì che quando ero un bambino (e degli amici de miei genitori avevano avuto una femmina un anno dopo di me) mi facevano imbestialire.

Ti accorgi però che con il passare degli anni le cose che ti sembravano delle Solenni Coglionate e che ti ripromettevi di MAI dire e/o fare diventano così "carrrrRRRRine".

Ecco un altro segno dell'età che avanza (intendo oltre ai peli che smettono di crescere dove dovrebbero e cominciano a crescere dove NON)

Ma questa è un'altra storia....



Ancora auguri :)

lunedì 8 ottobre 2007

Inglish Uords [2]

Sarà che ultimanente il mio lato "maestrina" (ma che potremmo tranquillamente chiamare "saccenteria", visto che di questo si tratta) è più scatenato che mai, ma voglio riprendere un post dove parlavo delle parole utilizzati dagli algoamericani che "sembrano" italiane.

Anzi no, 'sto giro parlo di alcune parole che ho notato essere utilizzate da David Letterman durante il suo Late Show, che ovviamente trattandosi di lingua italiana non potevano che riguardare il cibo.

Ocio, è OVVIO che non sto parlando dei vari "spagheddi" o "lasagni" o "salami" ovvero la buffa pronuncia che hanno di parole di per intraducibili. Parlo dello strano fenomeno di utilizzare vocaboli italiani per pietanze che bene o male hanno un loro corrispondete nella lingua di Albione.

"Prosciuddo"
L'altra sera David raccontava un gustoso aneddoto su una signora che cercava un "Prosciuddo Sandwich". Lì per lì mi pareva strano. Pensavo di aver capito male la parola.
Poi penso "certo per loro magari Ham identifica il cotto, e per quello crudo usano la parola Prosciutto".
In effetti pare sia così: cercando con Santo Google si trovano innumerevoli ricette (!!!) per creare un gustosissimo sandwich al crudo.

"Bologni"
Ieri sera è stata la volta del "Bologni Sandwich" e, inutile a dirlo, Google mi ha dato la stessa risposta. Ma qui ci sta: evidentemente in USA non hanno un salume simile alla Bologna.

Ma poi è arrivata una cosa strana.

"Biscodi"
Orpo qui ci uscivo di testa. Di biscotti ne hanno a bizzeffe, di tutte le fogge e di tutti i gusti.
Mi viene in aiuto Wikipedia, che mi racconta che per gli inglesi i "biscodi" fanno parte dell' "Espresso Bar Experience". Quindi per loro tutto ciè che è italiano (dall'amaretto al bucaneve) è un "biscodi". Anzi no, questo in linea generale; in senso più stretto stanno ad indicare i "Biscotti di Prato", ovvero i cantucci toscani (o cantuccini).

Tutto ciò non può che far riflettere....

Gli inglesi, ed in generale in nord-europei, hanno una sola parola per descrivere prosciutto (ham) ed una sola per il formaggio (cheese).

Mi è capitato all'estero più di una volta una macchietta del tipo che qualcuno mi chiedeva se volevo del formaggio e io rispondessi "che formaggio?" ottenendo come reazione uno sguardo tra il buffo e l'infastidito.

Cioè, a me sembra una domanda normale.

Se è vero che se alla risposta "che prosciutto" si può tendenzialmente rispondere "cotto o crudo" (dimenticandosi le N varianti del solo crudo - dal Parma al San Daniele - e senza entrare nei casini del cotto - dalla Spalla al Praga - ) è indubbio che alla domanda "che formaggio" le risposte possono essere nell'ordine delle centinaia.

Voglio dire, se mi propongono un "Cheese Sandwich" si potrebbe variare dall'aggressivo e molliccio Gorgonzola fino allo stagionato ed arcigno Pecorino, passando da una pletora di sapori, profumi e consistenze che "apriti cielo"!!!

Per gli inglesi invece il formaggio è formaggio, e se vuoi un panino al formaggio quello è. E bon.

Nei posti più ricercati è quindi tutto un "mozarella cheese" o un "provolone cheese". Ma questo nei posti "cool".

Per la gente normale il "cheese" è sempre quello.

E tutto ciò è molto triste... nevvero...

venerdì 5 ottobre 2007

Esercizi di Pronuncia

Tempo fa mi scagliavo contro quella pletora di persone che millantando una sorta di anglofonia usavano parlare in italiano dicendo cose "sai, quest'estate vado a BAston" o "mi mandi un file di Ueurd" con la pronuncia inglese al posto di "Boston" e "Uord" detto maccheronicamente all'italiana.

In realtà trovavo (e trovo ancora) molto buffe certe forzature. E lo dice uno che, pur vergognandosene, usa un botto di termini inglesi ad minchiam...

Ma stamattina ascolto uno spot alla radio che parla dell'ennesimo (boh.. il trecentesimo?) libro di Sthephen King.

Lo spot è basato sulla ripetizione ad libitum del nome del prolifico autore statunitense.

"Il nuovo libro di Stephen King"
"Stephen King"
"Stephen King"

Peccato che la tipa dica "STEFEN"....

Ma si pronuncia "STIVEN" cazzo !!!!

Oddio è anche vero che l'inglese è un'opinione eh... E a suffragio cito sempre la famosa canzone di Liza Minnelli (o quantomeno io la ricordo cantata da lei) che dice una cosa del tipo:
"You say Poteto and I say Potato, you say Tometo and I say Tomato..", proprio a raccontare che , specie negli Stati Uniti, ognuno se la pronuncia un po' come vuole.

Ma su certe cose, quantomeno a livello profondo, non transigo. Quindi la regola:

"la PH si pronuncia irregolarmente V e non F"

è assolutamente ferrea.

Ma non è finita qui, eh...

Nike
Essendo un personaggio della mitologia greca, bisognerebbe pronunciarlo "niche". Ma tutti noi la pronunciamo "naic" perché pare più "uattsamerrica".
In realtà, quantomeno negli spot, gli americani dicono "naichi"... Oddio so che fa ridere cominciare a dire "naichi" eh.. Difatti io dico ancora "naic" ma sto cercando di guarire.

Levi's
Da noi si dice "levis" ma quando vado negli USA alla TV dicono "livais".

Facciamocene una ragione :)

martedì 2 ottobre 2007

Newbie (-8)


Indovina anche tu il "criptico" messaggio insito nell'immagine :)

Io, Esperto Di Internet per Repubblica (il giornale)

Era il 13 agosto ed ero a casa. A lavorare da casa....

Mi chiama Jaime D'Alessandro, un vecchio amico, romano e giornalista per repubblica, repubblica.it, il venerdì, XL e chissà cos'altro, curatore di mostre ed autore di diversi libri dedicati al videogioco.

Mi fa "Adso, mi stanno martellando dalla redazione!! Hanno hackato il sito dell'ONU e vogliono un pezzo entro mezz'ora !!! Dimmi, come si fa ad hackare un sito ?"

E lì parto con il mio solito sproloquio.. faccio il solito professorone, un po' sboronello e bon :)

Il giorno dopo esce il giornale in edicola ed eccomi citato come Esperto di Internet !!!!

Casso davvero non me l'aspettavo !!! Voglio dire... è agosto e di solito ad agosto i giornali, come dire, mi vanno un po' in pappa e pubblicano le peggio cose, per riempire... Ma davvero non me l'aspettavo!!

Certo, Jaime doveva essere proprio disperato ed il 13 agosto non è riuscito a trovare qualcuno di meglio, non so... un professore di qualche università, un esperto di sicurezza di una banca o un qualche alto ufficiale della polizia postale, ochessoio.. E alla fine, disperato si è attaccato al cellulare e ha trovato l'ultimo pirla :P

Questo ovviamente non mi esime dal fare la ruota, come i pavoni.

D'altronde, io sono un Esperto di Internet per Repubblica.. e tu no !

PRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR....................

lunedì 1 ottobre 2007

La Barzelletta Che Fa Ridere Solo Me (41)

Ci sono tre ingegneri in macchina, un ingegnere meccanico, un ingegnere elettronico ed uno informatico. Improvvisamente il motore della macchina si mette a tossire e si spegne.

L'ingegnere meccanico dice: " è chiaramente un problema alla pompa della benzina."
L'ingegnere elettronico risponde: "Non dite idiozie è un problema alla centralina elettronica."
L'ingegnere informatico infine propone: "Sentite ragazzi perché non proviamo a scendere e risalire... ?"

(ah quanta verità... :P)

mercoledì 26 settembre 2007

AppuntiDigitali

Comincia con questo post una nuova avventura per il sottoscritto: fare il "blogger ufficiale," tra tanti altri più esperti di me di tencologia e affini, sul neonato blog AppuntiDigitali.it

Un progetto nato dal famoso sito HardwareUpgrade.it ed una collaborazione fortemente voluta (nel senso che mi ha martellato per settimane) da Tagliaerbe.

Che dire... mi ci sono lanciato senza pensarci troppo anche se questa vesta di "blogger professionsita" me la sento strana addosso (anche perchè mi sa che faranno solo magliette XL e mai le XXL.. pfui.. popolo di anoressici..).

In un palcoscenico di post più "seriosi" riguardanti il mondo della tecnologia a 390° (lo so che si dice 360, ma è per intendere che è completo di bella) cercherò di scrivere i miei soliti sproloqui quantomeno bislacchi. :D

In Culo Al Lupo In Bocca Alla Balena

martedì 25 settembre 2007

Liofilizzateli

Taluni tra noi caduchi mortali sono stati toccati dalla mano di Dio e benedetti da un Dono.

Questi Eletti camminano tra di noi eterei, elfici, quasi diafani.

Hanno fisici asciutti, lineamenti ossuti, volti scavati, movenze eleganti e suscitano l'invidia dei più.

E mangiano come porci.

Mangiano come oche all'ingrasso, e non mettono un etto che sia uno.

A tutti è capitato di conoscere gente così: magrolini che quando li porti al ristorante si magnano 4 pizze, il dolce (ma anche due), bevono tre birre, e bon.. manco un etto.

Non ingrassano. Mai.

E magari non sono manco particolarmente sportivi. Anzi delle volte sono il massimo della pigrizia. Ma nulla...

Hanno una fame atavica, che sembra accumulino la fame di tutti i loro avi durante qualche carestia.

E pasticciano. Merendine, tortine, pasticcini, brioscine. Il tutto mangiato regolarmente fuori pasto. Ma nulla.... sempre secchi.

E ti irridono. Tu che vivi con la maledizione di "tutta una vita da grasso costantemente superata dal presente", che basta solo "pensare di annusare" una lasagna al forno per veder lievitare le maniglie dell'amore (il maniglione vah) subisci i loro sfottò mentre inghiottono, come fa il boa con un topo, un'intera costata di manzo ricoperta di besciamella e taleggio fuso... così, in un sol boccone... senza masticare.

A questi bastardi fortunati io ho sempre posto le seguenti domande:

1. "Ma mangi sempre così o è solo oggi che sei reduce da un digiuno di... non so... 40 giorni ?"
"No, mangio sempre così. Anzi oggi sono rimasto un pochino indietro"

2. "Ma quanto caghi ? Voglio dire, nell'ottica di 'Nulla si Crea e Nulla si Distrugge Ma Tutto Si Trasforma', dovresti generarmi un 3/4 Kg di merda al giorno"
"No, anzi.. normale diciamo"

Nel caso 1. il mio pensiero è semplicemente "fanculo"
Nel caso 2. penso che è relativo. Nel senso, non è che nella vita ci è capitato così spesso (tipo a me mai) di fare confronti con altri sul proprio prodotto (a parte quando facevo il piantone a naja e dovevo pulire le latrine, lì ne ho viste davvero di tutte eh.. ma questa è un'altra storia), e quindi è difficile farsi un'idea su cosa sia "normale", quindi boh

Ecco, detto questo ho una proposta.

Questi qui vanno ammazzati, liofilizzati e venduti in farmacia per quelli come me, che li spargiamo su ogni pietanza prima di addentarla.

É inutile studiarli. É un dono divino. Ammazziamoli e basta

lunedì 24 settembre 2007

Anacronistico

Per il Garzanti un anacronismo è "persona, fatto, situazione in contrasto col proprio tempo".

Ed è la prima cosa che ti viene in mente quando, parlando con un tizio (per tutta una serie di motivi di cui non vi frega una cippazza del camerun) e proponendo uno scambio di numeri cellulari, ti senti rispondere:

"No guarda, io non ho un telefono cellulare"

Tu lo guardi un po' sorpreso, con quello sguardo non so.. come se Berlusconi parlando in televisione tirasse fuori con un gesto furtivo il proprio pisello e dicesse a Bossi "mo' vediamo chi ce l'ha più duro".. ecco con quello sguardo lì. E dici:

"Ma sei senza in questo periodo, l'hai perduto, o.."
"No, no. Io proprio non ho il cellulare. Non l'ho mai avuto. Non ne ho bisogno"

E lo dice con uno sguardo... come dire.. Maschio, carico di virilità, fin quasi di sfida.
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A questo punto non sai come guardarlo. Da un lato c'è una sorta di profondo rispetto. Finalmente un non-schiavo della tecnologia, uno che sa gestire la sua vita senza orpelli ai quali sembra non si possa più rinunciare.
E lo dice uno che se esce di casa al mattino senza cellulare rischia di girare la macchina, anche se giunto a metà strada, per tornare a casa a prenderlo; o che se lo mette nella tasca della tuta quando c'è da uscire e fare cento metri per andare a buttare l'umido.. che "non si sa mai".

Da un altro lato verrebbe da toccargli una spalla e dirgli "mavaacagher... valà! Non fare il figo anti tecnologia che il cellulare è cmq una comodità"

Ottempero per la seconda opzione, e lui mi dice:

"Per nulla. Io lavoro qui e non mi sposto mai. Mia moglie sa dove sono e io so dov'è lei, e non ho figli. Quindi a cosa mi serve ? Sono solo soldi buttati. E poi scusa, 10 anni fa non ce l'aveva quasi nessuno e si viveva lo stesso".

Vero. Certo. Come no.
Ma 50 anni fa non c'erano anche un altro sacco di cose utili, tipo certi vaccini, macchinari ospedalieri, freni ABS, e tante altre amenità tecnologiche e si viveva lo stesso.
Ecco... magari si moriva un peletto prima eh...

Ma mi rendo conto che il paragone "tecnologia salvare la vita" contro "tecnologia per semplificarti la vita" non regge mica tanto.

Ma prima di capitolare penso "Soccia, ma che casino era prima del cellulare ?"
Cioè hai in mente quanti casini, ritardi da gestire, luoghi da trovare, appuntamenti da organizzare, ecc ?

Una volta per organizzare una pizzata bisognava fare un botto di telefonate dal fisso, e se gli invitati non conoscevano bene il luogo era un macello; con ritrovi in improbabili posti "conosciuti a tutti" e delle incredibili carovane di macchine ed altre cose del genere.
I casini poi se eri in ritardo, se trovavi traffico, un incidente ecc.

Oddio è vero che uno può dire "eh ma in caso di incidente sicuramente ci sarà qualcuno che ha un cellulare per chiamare l'ambulanza". Vero, ma non mi convince.

Mah... diciamo allora che il cellulare serve per eliminare un certo tedio, introducendone magari un pochetto di un altro tipo (che sei sempre reperibile, che squilla quando non vorresti,ecc); ma che è assolutamente irrinunciabile.

E diciamo pure che, al giorno d'oggi, il tedio uccide. Molto più della varicella.

La Barzelletta Che Fa Ridere Solo Me (40)

In una fattoria abita una bella ragazza di 18 anni.
Non si è mai mossa dalla sua fattoria, tutta la sua vita è stata a dar da mangiare alle galline, pulire i maiali, mungere vacche...
Un giorno succede che ricoverano la sua mamma Elvira in ospedale a Grosseto per farle delle analisi.
Arriva la domenica e dato che la mamma Elvira è ancora in ospedale, la ragazza decide di andare a farle visita.

Si veste con il vestito migliore e si avvia alla fermata della corriera, ma dopo un'ora di attesa, stufa di aspettare, decide di fare l'autostop.
Immediatamente si ferma un bel ragazzo su una spider:

"Dove Vai ?"
"Vado a trovare la mia mamma Elvira che è ricoverata in ospedale a Grosseto"
"Sali, ti accompagno io!"

Sale in macchina e comincia a guardarsi intorno.

"Ma che bella macchina che hai! Che lavoro fai ?"
"Il disc jokey!"
"Il disc jokey ?? Quelli che fanno le dediche alla radio ?? Me lo faresti un piacere, la dedicheresti una canzone alla mia mamma Elvira che è ricoverata in ospedale a Grosseto ??"
"Ma certo!" risponde il ragazzo (che non era scemo) mentre si accosta in una stradina di campagna "Però io faccio un piacere a te se tu ne fai uno a me!" e se lo tira fuori!

Lei lo guarda e arrossendo "No, no, non l'ho mai fatto!"

"Dai, vedrai che ti viene spontaneo, non fare la sciocca!"
"No, no, non l'ho mai fatto e poi mi vergogno!"
"Dai, tanto non ti vede nessuno"
"E va bene, ci provo" lo prende in mano, si accuccia, avvicina la bocca, la apre e.......

"Dedico questa canzone alla mia mamma Elvira che è ricoverata in ospedale a Grosseto!!!"

mercoledì 19 settembre 2007

V for..... mah !

Diciamo che non ritengo di avere la cultura di base necessaria per esprimere un doveroso parere.

Diciamo anche che sono allergico per definizione a tutto ciò che è demagogico, populista.

Diciamo che andare in piazza e dire che "fanno tutti schifo, mandiamoli affanculo" e fin troppo demagogico. Quindi mi scatta l'allergia di cui sopra.

Facciamo allora che sulla questione lascio parlare Matteo Bordone prima e Daniele Luttazzi poi.

E diciamo che la penso ESATTAMENTE come loro.

Edit: per un approfondimento leggansi i commenti

sabato 15 settembre 2007

La Barzelletta Che Fa Ridere Solo Me (39)

Una mela e una pera stanno giocando a carte, la mela dice alla pera "Pesca".

venerdì 14 settembre 2007

The Fastidio Compendium [2]

Auto e Biglietto Elettronico
Sei in auto e ti appropinqui ed un casello telepass e/o uno di quei parcheggi automatici dove devi inserire il biglietto elettronico nell'apposita feritoia.

Ma arrivi un po' troppo largo, troppo a destra.

Tiri giù il finestrino e con la mano non ci arrivi ad imbucare.

Impossibile mettere la retromarcia e rifare la procedura di avvicinamente, impossibile pure aprire la portiera.

Allora ti tiri, ti stiri fino ad anchilosarti spalla e braccio, e tra doloretti vari, convoli.

FastHidio....

giovedì 13 settembre 2007

La Barzelletta Che Fa Ridere Solo Me (38)

La bambina fermandosi sulla soglia della porta dei genitori e vedendoli,
disse: "E voi vorreste portare me dallo psicologo perché mi succhio il dito?"

Autostrade per l'Italia S.p.A. legge il mio blog !!

Giusto qualche settimana fa mi lamentavo per i messaggi sibillini utilizzati dalla società Autostrade per l'Italia sui quei cartelloni luminosi installati di quando in quando sul tratto autostradale.

In particolare mi lamentavo di non aver capito che un'interruzione data come 24/06 era intesa come "dalle 24 alle 6 del mattino" anzichè il 24 giugno.

Ebbene, ieri lo stesso cartellone recitava "Interruzione dell'uscita di Solbiate Arno oggi dalle ore 22-06"

Diamine, hanno correttamente usato il - anzichè la / ed hanno aggiunto "dalle ore" !

Caro impiegato addetto ai cartelloni luminose delle autostrade, palesati. Lascia un commento di saluto.

Perchè io SO che hai cambiato lo stile dei messaggi dopo aver letto questo blog. LO SO !

mercoledì 12 settembre 2007

La Barzelletta Che Fa Ridere Solo Me (37)

Coppia sposata da 20 anni.
Ogni volta che vogliono fare l'amore, il marito insiste nel tenere le luci spente. Dopo 20 anni la moglie ritiene che cio' sia ridicolo. Decide quindi di smetterla con questa folle abitudine.

Una sera, nel bel mezzo di una sessione di fuoco, selvaggia e romantica, accende le luci. Guarda giù e... vede il marito che tiene in mano un dispositivo a batterie.... un vibratore, morbido, bellissimo e più grande di un vero membro. La donna a questo punto dà in escandescenze:

- Tu, impotente bastardo! - grida lei - Come hai potuto mentirmi per tutti questi anni? Esigo che tu mi dia una spiegazione!!!

Il marito alza la testa, la guarda fisso negli occhi e calmo risponde:
- Ok.Io ti spiego il vibratore... Ma tu mi spieghi i bambini...

martedì 11 settembre 2007

The Fastidio Compendium [1]

Tenda della Doccia

Stai facendo la doccia.

La finestra è aperta, e c'è corrente.

La tenda della doccia, molle e plasticosa si muove.
E ti si appiccica addosso.

Tu la sposti infastidito con una manata.

Ma le si muove. Anzi, sarà forse un qualcosa di fisco legato al fatto che tu stai generando vapore caldo e fuori l'aria è più fredda, sì muove moltissimo; quasi esagera.

E ti si appiccica addosso.

Che fastidio !

lunedì 10 settembre 2007

Il Paradigma del Maestro di Sci

Il Paradigma del Mastro di Sci è tristemente noto a chi, magari esperto od anche solo avanzatamente iniziato di una qualunque materia, si sia trovato nella condizione di dover trasmettere la propria dottrina.

Il Paradigma può essere esposto come segue:

"Il Maestro di Sci può insegnare a sciare a chiunque TRANNE alla propria donna"

Ma passiamo alla spiegazione.
Per insegnare a sciare il Mastro deve essere fermo, deciso. Anche cattivo.
Quindi è tutto un "piega quelle gambe!!!" o un "su il sedere.. non andare giù! SU'!!". Fino anche alla leggera bacchettato con il bastoncino sulle ginocchia del malcapitato "PIEGA LE GAMBEEEE".

Ecco, può farlo con chiunque tranne che con la propria donna, o in generale con un collaterale di sesso femminile. La reazione è ovviamente, e dopo un po', un "MAVAFFANCULO", una faccia incazzata e bene che vada una schiena rivolta quando si va a dormire nel lettone.

Detto modello è facile da declinare alla vita di tutti i giorni, e non solo in ambito sportivo.
Se devi insegnare alla tua amata ad usare il PC, a giocare con lo yoyo o i fondamenti del calcolo numerico la reazione sarà sempre la stessa.

Inutile comunque rifiutarsi, fuggire. Si otterrebbe comunque una reazione negativa, forse peggiore.. non si sa.. ma questo è un altro discorso.


Capita quindi che la tua compagna ti dica: "Dai giochiamo insieme a World of Warcraft! Io voglio fare la maghetta."

Cazzo, è o non è il sogno di tutti i maschi videogiocanti ???
Due PC appaiati sulla stessa scrivania, e due anime gemelle che si apprestano ad affrontare un'avventura (che se va male li terrà incollati lì per un bel po') in un mondo fatto di Maghi, Guerrieri, mostri da uccidere, donzelle da salvare, ecc.

Però tu gi gichi da quanto ? 3 anni ? E certe cose ti paiono automatiche. Fin banali.
Quindi è tutto un "Clicca lì!", "No attenta così no", "Ecco vedi qui devi fare così", "No! Hai sbagliato! dovevi fargli il ghiaccio per bloccarlo e castare una fireball", "Che professioni vuoi fare ? devi scegliere tra queste 16.."

E via così...

Ecco, il minimo che ti può capitare è uno sguardo d'odio e un :

"Luca... questa sera ti odio a tratti..."

"Amoreeee.. andiamo a sciare che ti prendo un bel maestro.... heeemm.. una bella maestra di sci ??"

venerdì 7 settembre 2007

Patente Scaduta

Già le cose che devo fare una volta l'anno tendo a dimenticarmene.

Tipo il bollo dell'auto, tutte le volte non mi ricordavo dove si andava, quanto si pagava, cosa dovevo scrivere e fino a quando (poi l'ACI ha fatto il servizio online BolloNet e rulez!), e tutte quelle cose lì.

Figuriamoci una cosa che scade ogni dieci anni !

Certo avrei dovuti pensarci nel giorno del mio compleanno che 18-28-38 era ora di rinnovare la patente.

Meno male che la mia compagna, volendo far vedere alla madre la foto di quando avevo 18 anni (per farle vedere probabilmente 1. quanto ero più magro 2. come sto senza barba 3. quanti cazzo di capelli avevo!) , ha tirato fuori il roseo documento scoprendo che era scaduto mesi fa !

Bon, per queste cose ci sono le agenzie e mi ci rivolgo. Solo che era agosto ed erano tutte chiuse ! Ne trovo una che alla fine mi fissa l'appuntamento per l'altro ieri.

Rimango però circolante con la mia bella patente scaduta. Non c'è altro modo per andare al lavoro, fare la spesa ed in generale vivere !

Mi vado a cercare cosa mi accadrebbe in caso di fermo da parte delle forze dell'ordine (ben sapendo che, grazie alla Legge di Murphy od in generale alla Sfiga Più Nera, solo ora che ne ero consapevole avrei rischiato una paletta da una qualche pattuglia... è sempre così), e leggo le cose più terribili: ritiro, multe salatissime ed in alcuni casi l'esecuzione lì sul posto con un di pistola alla nuca dopo avermi fatto inginocchiare.

Fino a che non arriva il giorno e mi reco nello studio dentistico (????? boh..) dove c'è l'appuntamento con chi dovrà visitarmi.

Arrivo puntualissimo e sicuro di essere quasi solo. Invece scopro che ci sono già dentro una cinquantina di persone (!!!) di tutte le età. Chiedo "siete qui per la patente?" e tutti "SI" (io speravo che una buona parte fosse lì per il dentista, ma tant'è.).

Vabbè. Mi siedo ed aspetto.

L'esaminatore arriva pure con una buona mezz'ora di ritardo, e cominciano a chiamare in ordine di arrivo. Io mando preventivamente un SMS alla mia compagna con una cosa del tipo "credo che arriverò per mezzanotte" e mi rassegno.

Ma ecco che i chiamati per cognome entrano nella stanzina, ci stanno 30 secondi , escono, pagano al tipo dell'agenzia e se ne vanno.

Trenta secondi !!!!!

Comincio ad ironizzare con i presenti "Magari se entra e ti chiede: 'tutto bene in famiglia ?' tu rispondi : 'sì tutto a posto grazie e lei?' e poi ti lascia uscire". Si ridacchia e si aspetta.

Dopo 20 minuti tocca al sottoscritto. Entro e il tipo mi fa:

"Malattie in famiglia? Diabete ? ecc"
"No" (ma mi trattengo da dire "tutto a posto, grazie. e lei?" e mi viene anche un po' da ridere)

"Obbligo di guida con lenti?"
"Sì ho su le lenti a contatto"

"Legge qui?" indicandomi una classica striscia di lettere da optometrista con la penna
"A Q"
"No guardi le ho chiesto se legge"
"Ah... sì certo"
"Firmi qui e arrivederci"

Esco, pago 85 euro (OTTANTACINQUEURO !!). Prendo il foglietto sostitutivo da tenere nella patente e me ne vado.


Ma dico io. Ho rischiato per mesi di essere appeso al ponte dell'autostrada perché "MIODDDIOOO lei gira con un documento scaduto !!! É PAZZO !?!?!?!?" e poi "l'esame" è quella vaccata qui ?

Cazzo ma al tipo che mi dava sui 70 con evidenti problemi di deambulazione e di riflessi (poverino ci ha messo un minuto solo ad alzarsi dalla sedie per entrare prima di me) ha fatto lo stesso "esame" (visto che pure il suo è durato 30 secondi netti) o gli ha chiesto come andava con la prostata ?

Signur....

giovedì 6 settembre 2007

Ho la barba fonata

Quando sono andato a vedere il film 300 sono rimasto folgorato.

Non tanto dalla storia o dalla fotografia, visto che avevo la graphic novel originale di Frank Miller da dove il regista ha ripeso paro paro le inquadrature.
Nemmanco dai fisici scolpiti degli spartani (quelli al limite han generato solo invidia).

Ma dalla Stupenda Barba di Re Leonida, tanto che ho detto "voglio pure io la barba così".

Ora, per chi non ha mai tenuto una barba più che lunga (o chi per ragioni ormonali di barba non ne ha proprio) l'argomento potrebbe sembrare semplice: te la lasci crescere, la sistemi un pochetto ogni tanto e bon.

E invece non funziona così. L'esperimento "la lascio crescere liberamente rigogliosa che la natura farà il suo corso" l'avevo fatto qualche anno fa ottenendo un pericoloso effetto taleban.
Un giorno quando l'Imam di Varese (che incontravo spesso al bar e che tra l'altro portava una barba fighissima) mi lascio pagato il caffè al bar dopo avermi fatto un cenno ed un sorriso decisi che era ora di tagliarla.

Ora invece la voglio così. Lunga e leggermente a punta.

Ma al di là di questo ci sono cose che chi non ha mai tentato l'esperimento non sa, e che forse non immagina.

1. Shampoo
La barba lunga va lavata, e spesso. Ci si mangia con la bocca eh
E dopo che si allunga non è più possibile usare il bagnoschiuma ma è consigliabile usare uno shampoo proprio come quello che userei ,se li avessi, per i miei capelli.

2. Asciugatura
Una barba così lunga va asciugata. Specie se si fa la doccia la sera e magari si va a dormire con i peli umidelli. Il rischio e di svegliarsi con l'effetto gatto soriano abbarbicato sul mento: una palla di peli impazziti che salgono fin sopra le labbra.

3. Pettine e Forbice
La barba va pettinata e spazzolata. E bisogna darci tanto dentro di forbice. E spesso.
Quando si allunga sopra i 4/5 cm diventa proprio come i capelli, con "rose" e ciuffi che se ne vanno sempre da una parte e/o che crescono più velocemente da una parte che da un'altra.

5. Fon (Phon)
Delle volte non c'è altra soluzione che fonarsela. Con la spazzolina piccola e rotonda per tirarla.
Il problema è che l'effetto ottenuto è tipo barba dei ZZTOP, con i peli liscissimi e con l'effetto un po' scarmigliato.

Inoltre (specie se si è usato uno shampoo "puffoso" tipo il Baby Shampoo Jhonson o se la si è fonata dibbella) ci sono, dopo una certa lunghezza, i problemi tipo: apro il finestrino dell'auto mentre guido e la barba mi svolazza tipo bandiera verso destra. Lo chiudo e tende a rimanere in quella posizione.

Insomma è tutta una cura, un'attenzione e un controllare in che posizione sta per non fare la figura di quello un po' sotto curato tipo sessantottino dei bei tempi o di quelli che dormono in stazione centrale che di solito hanno una scarsissima confidenza con l'acqua e il sapone.

Credo che Leonida avesse tipo una parrucchiera dedicata, che ad ogni stop della scena era lì a pettinargli il mostro peloso (mentre magari rimirava un pelo infoiata gli scolpitissimi di lui pettorali)

Altrimenti non si spiega.

P.S.
Ho provato a fare anche la prova "Barbiere". Ma c'è un problema. I barbieri non esistono più, ci sono solo gli Hair-Stylist ora.
Ho trovato un vecchietto che ancora opera nel paesello. Di quelli che ti fanno la barba con il rasoio alla sicula. Ma di fronte a cotanto e rigoglioso cespuglio ha deposto le armi (pennello e rasoio) e si è messo a piangere, sommessamente, infilando il capo nel mio barbone.

La Barzelletta Che Fa Ridere Solo Me (36)

Florida. In una bettola, l'oste indice un concorso: avrà da bere gratis per 10 anni chi riuscirà a bere 10 litri di tequila di fila, senza svenire o star male; strappare un dente cariato ad un ferocissimo coccodrillo che tiene nel retrobottega; soddisfare sessualmente una prostituta che nessuno era mai riuscito a soddisfare.

Dopo mesi, nessuno è ancora riuscito a superare le 3 prove: dopo pochi litri di tequila, tutti cadono per terra, tossiscono, non ce la fanno assolutamente. L'oste sta quasi per chiudere il concorso, quando un giorno, si apre la porta.
Entra un uomo forte, dallo sguardo fermo, fisico potente... una specie di mr. Crocodile Dundee. Guarda l'oste, e dice: "la tequila."

Prende il barilotto da 10 litri, lo alza, e glu glu glu glu, senza fermarsi, se lo scola tutto.
Il barista è allibito, mai nessuno ce l'aveva fatta!
L'uomo posa tranquillamente il barilotto, e dice "dov'è il coccodrillo ?" il barista gli indica una porticina che dà sul retro.

gniiiiiik, l'uomo la apre e se la richiude alle spalle, gniiiiik

da fuori, si sente:
... grrrrrrRRRRRRR!
Ahh! Bam, bam! Pàk!
Rooooar! Uahhhr!
Tràk, bam!
Uhhhrrrrr!
Tò, tieni questo, PAK, e questo, PAK! bam!
rrrOOOArrrrrr!!
TRàK! NE vuoi ancora ??!! tieni, bastardo! bam, bam!

La porta si riapre. Compare l'uomo, coi vestiti stracciati, pieno di lividi e ferite, sangue qua e là. Ma lo sguardo è vittorioso, deciso.
Guarda l'oste:

"e adesso, dov'è la puttana a cui devo strappare un dente.. "

(thx dr.snail)

mercoledì 5 settembre 2007

Virtuosismi

Alle medie, durante la prima lezione di Musica, l'insegnante ti dà l'elenco delle cose che devi comprare per seguire le sue lezioni: un album con sù il pentagramma ed un flauto dolce.

Il Flauto Dolce che tutti hanno comunemente, e in maniera giusto un zic dispregiativa, il Piffero.

Lo vai a comprare con la tua mamma che si trova di fronte alla scelta tra un manufatto in plastica (il mio era verde) del costo di poche lire, alla massima espressione dell'artigianato strumentistico di un pezzo di legno di pero del Nepal lavorato a mano, ritto e ben tornito. La mamma sceglie la plastica e tu te ne vai a scuola il giorno dopo. Cominci a soffiarne dentro e a ricavarne sostanzialmente degli striduli (ah e tra l'altro scopri che in classe c'è qualche figlio/a di papà che ha quello in legno, magari con intarsi d'oro). L'insegnante ti mena il torrone per gli anni a seguire e tu al massimo impari a fare "Tu scendi dalle stelle" o a bearti di tronfiaggine quando riesci a tirarne fuori le 10 note della sigla della pubblicità del mulino bianco... e cose così.

Non puoi prenderlo sul serio. É un piffero e puoi solo fargli fare suoni buffi e fastidiosi. Il Vero Suono Bello Da Sentire lo fanno solo gli Strumenti Veri, tipo il flauto traverso o il clarinetto.

Passano gli anni e ti ritrovi in una serata molto tranquilla di musica dal vivo. Il gruppo fa un misto di folk e pezzi di Grandi Cantautori Italiani; e sono parecchio forti su De Andrè.

Ecco che all'inizio di un pezzo del mai dimenticato cantautore ligure (Un Giudice) esce una tipa con un flauto dolce bellissimo (a vedersi) e si appropinqua al microfono.

Tu pensi "vabbè, farà un po' di note della intro e che lol".

Invece la tipa attacca. E minKia ! Ci da dentrissimo, esegue una bellissima melodia anche molto tecnica e vedi le dita che si muovono lungo il fusto del flauto manco fosse un piano forte.

E pensi "mii... non è che lei ha il flauto bello e suona meglio.. questo è cazzo di virtuosismo!"

Torni a casa e da qualche parte hai un flauto che ti porti dietro da innumerevoli traslochi. Lo inforchi. Ci provi. Ma 'sto cazzo. A punta.

Poi per caso cerchi in google per trovare l'immagine che accompagna questo post, e trovi questa pagina di una tipa che si è diplomata in flauto dolce! Al conservatorio !

Vedi a prendere sotto gamba le cose....

E giusto per rimanere in tema l'altra sera non riuscendo a dormire mi suggo un programma sui percussionisti nelle grandi orchestre sinfoniche, uno di quei documentari lì che vanno a notte fonda su quei canali tipo discovery ochessoio.

Un capellone in primo piano parla del triangolo e dice che "un suonatore di triangolo può trarre parecchia soddisfazione dal proprio strumento"

E io che penso "mavaacagher !!!! dal triangolo ?? che me lo davano all'asilo le suore insieme ai due legnetti per fare un po' di baccano"

Minchia questo attacca con lo strumento per percuoterlo e "ti-ti-tin ti-ti-tin" prende il triangolo, lo stoppa con la mano, lo percuote in quel modo per ottenere suoni più smorzati, esegue delle sincopi e ha una mano talmente allenata che pare quasi rullare. Ne modula in qualche modo il suono e insomma... spacca di brutto !!!

Non ce n'è. Il virtuosismo può essere presente in ogni cosa, evidentemente.
E devo cambiare atteggiamento. La prossima volta che, chessoio, percuote dei flessibili in funzione con il proprio pene per ottenerne suoni, ne avrò il massimo rispetto.

lunedì 3 settembre 2007

Gommista

Io sono uno di quelli a cui le automobili non interessano.

Sono meri mezzi di trasporto, un costoso male necessario in qualche caso ed una opulenta comodità in altri, che servono per rendermi la vita meno tediosa, e bon.

Quindi non so nulla di modelli, tendenze, tecnologie e quant'altro. non ne so nulla e non me ne frega niente.

Per non parlare della manutenzione, altro male necessario. Quando capita vado dallo specialista addetto e mi affido nelle sue mani.

Oddio, se c'è da cambiare la lampadine di un anabaggliante mi ingegno eh, ma già se è la freccia laterale preferisco affidarmi ad un elettrauto , che di solito alla mia richiesta di aiuto mi guarda con un misto di tenerezza (tipo lo sguardo che si lancia ad un bimbo che impara ad andare in bici con le rotelle) e di malcelato disgusto (del tipo "ma casso alla tua età non sei buono di cambiare una lampadina ? e poi mi rompi le balle per una cosa del genere che alla fine ti devo chiedere sì e no 5 euro).

C'è anche da sommare la mia innegabile destrezza per i lavori manuali, tanto che da tempo mi definisco "maldestro e malsinistro", visto che per solo per appendere un quadro con chiodo e martello sarei letteralmente capace di tirar giù una parete. Ma tant'è..

Capita che delle volte ti rendi conto che gli pneumatici della tua autovettura sono consunti, addirittura lisi. E ti decidi (con dolore, visto che sai che costerà un pochetto) a rivolgerti ad un professionista della vulcanizzazione: il Gommista.

Mi reco quindi garrulo dal fuligginoso figuro che mi accoglie sorridente mentre si ripulisce le mani con una pezzuola:

Io: "Buongiorno, devo cambiare tutte e 4 le gomme della mia macchina" (la macchina era sotto gli occhi del signore in questione)

Gommista: "Bene, su che tipo di pneumatico era indirizzato ?"

Io: "Mah.. non lo so. Una cosa da non spendere troppo ma anche da non spendere poco che poi mi ritrovo le ruote fatte di gomma pane... si ricorda.. quella che si usava a scuola"

Gommista: (che non ha mica capito la battuta) ".... sì.... ok... ma lei che tipo di guida ha ?"

Io: "beh guardi.. come vede ho una Scenic. Una monovolume familiare... tipo di guida... boh... così se me lo chiede direi che ho una guida distratta ecco (non ride)... ma ecco se devo dire qualcosa di più inerente diciamo che io faccio un sacco di autostrada ecco"

Gommista: "Sì ma io parlavo del modo di guidare"

Lo guardo querulo.. e penso "Ma cazzo io ho una Scenic !!!! che tipo di guida vuoi che abbia ?? Sportiva da "tacco punta" su freno e acceleratore per affrontare tornanti ?? É una Scenic ?!?!?! è pesante e abbastanza voluminosa !! Mica ci monto le gomme da Rally"""
Mi calmo e rispondo.

"Una guida normale. Ma tendo a frenare parecchio"

Gommista: "ok, ha qualche preferenza sulla marca"

Io: "Guardi come avrà capito io non me ne intendo molto, e poi ho una Scenic. Una macchina che di solito prende chi ha famiglia o tanti cani, quindi... boh"

Se ne va un po' sconsolato. Torna con 3 pneumatici e me li mette in piedi uno di fianco all'altro.

Gommista: "Ecco vede le differenti scolpiture del battistrada ? Quale preferisce ?"

Scolpiture del battistrada ????
SCOLPITURE DEL BATTISTRADA ?!?!?!?!?!?!?!?!
MACHECAZZONESO !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Ma mi calmo e dopo un tempo interminabile indico sommessamente la gomma centrale.

A quel punto il Gommista parte e me le cambia.
Ma tutto oramai è avvolto da un imbarazzante silenzio.
Mi rende l'auto. Pago con il bancomat. Saluto in silenzio con un mezzo sorriso. E me ne vado.

Lui mi guarda andarmene e anche se non lo vedo me lo immagino fissarmi, scuotere la testa e roteare gli occhi al cielo.

Meno male che le gomme le cambio una volta ogni un bel po'.... bah...

mercoledì 29 agosto 2007

Non sono solito a postare le "foto buffe", ma...

Fffffttt.... FFFFFFFFFFTTTTT....

minkia qanta polvere qui...


ffffFFFFFFFFFTTTTttttttt !!


via.. via.. 'sta polvere...


fffffFFFFFFFFFFFFFFFFTTTTTTTTTTTTTT !!

martedì 7 agosto 2007

venerdì 3 agosto 2007

Ma noooooo !!! Ancora ?!?!?!

Io ho addosso una sorta di maledizione.
Anni fa (8? 9?) durante il primo lan party di NGI (ILP: Italian Lan Party) fui ritratto mentre giochicchiavo a Quale III Arena con addosso la mia maglietta da Hockey con logo appunto di quel gioco.

E fin qui tutto bene.

(ah, ci tengo a dire che in quella foto ho addosso qualche kilo di più di ora eh...)

Peccato che sia finito nell'archivio di repubblica, sia del sito che del giornale cartaceo, ed ora OGNI volta che c'è un articolo su giovani disadattati traviati dal PC a causa di videogiochi e/o hacking e/o chat puerche e/o download illegale di pornazzi e/o MP3 ecco spuntare 'sta casso di foto.

Anche oggi sono su R.it dove rappresento un povero cristo con una "disfunzione comportamentale nell'utilizzo di internet".

Tempo fa finii pure sulla homepage come uno che parlava con lo slang di internet (il famoso leet o 1337 speack) e che non sapeva più scrivere in italiano.

Esiste anche una versione ENORME stampata su uno speciale sul P2P nell'edizione cartacea dove ero un giovane hacker alle prese con il download illegale di film e MP3.

Non se ne può più !!!

E poi le reazioni.

Si deve sapere che il mondo è popolato di persone che credono che se sei andato in televisione e/o appari su una rivista/giornale allora hai fatti i miGLiardi.

E mi rompono le palle.

Oppure quelli che mi dicono di querelare Repubblica e farmi dare tanti soldi.

Peccato che in quella immagine sono di schiena, ho in testa una bandana e il nick Adso non è il mio vero nome, quindi potrei essere chiunque.

Me la prendo solo con l'archivista del giornale che ogni volta gli viene detto "! trova una foto di un disadattato che usa il pc" tira sempre fuori la mia !!!

Eccheccazzo...